Memorie tiepolesche per il patrono di Moena

Valentino Rovisi, San Vigilio, santa Massenza, san Giovanni Nepomuceno, pala dell’altare maggiore nella chiesa di San Vigilio a Moena 1779

San Vigilio è rappresentato fra la madre santa Massenza e il santo protettore dalle alluvioni, san Giovanni Nepomuceno.

Nonostante sia stato affrescato nel 1779, quando ormai Valentino Rovisi aveva lasciato da venticinque anni Venezia, le memorie di Tiepolo sono evidenti, come ci racconta Chiara Felicetti nel suo bel libro su Valentino Rovisi. Dal Martirio di san Giovanni vescovo di Bergamo, il Rovisi ha citato l’angelo in volo; dal Miracolo di San Patrizio d’Irlanda ha tratto il gesto di San Vigilio.

Valentino Rovisi, San Vigilio, santa Massenza, san Giovanni Nepomuceno, pala dell’altare maggiore nella chiesa di San Vigilio a Moena 1779 (fotografia tratta dal volume a cura di Chiara Felicetti)
TIEPOLO Martirio di san Giovanni vescovo di Bergamo (fotografia tratta da https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/BG150-00010/)

Giambattista Tiepolo, Miracolo di San Patrizio d’Irlanda (fotografia tratta da http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/tiepolo-s.patrizio.jpg 27 agosto 2007)

Ho ricavato queste informazioni dal volume a cura di Chiara Felicetti, Valentino Rovisi nella bottega del grande Tiepolo. Il metodo di una vera e lodevole imitazione, edito dalla comunità di Fiemme e dal Circolo culturale ‘Valentino Rovisi’ nel 2002.

L’amico Mario Colombo mi fa notare anche la somiglianza fra le balconate (presenti nei tre quadri ed anche nella prima Via Crucis di Venezia, nell’oratorio del Crocifisso della chiesa di San Polo, dipinta da Giandomenico Tiepolo, figlio di G. B.). La memoria tiepolesca è così potente da rimanere nelle opere di due allievi, Rovisi e Giandomenico Tiepolo.

Giandomenico Tiepolo, Gesù condannato a morte, prima stazione della Via Crucis, Chiesa di San Polo a Venezia (Di Didier Descouens – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52574454)

Un San Cristoforo nascosto

C’è un San Cristoforo in Val di Fassa, a Canazei, che non svetta alto su una parete esterna di una chiesa o di un albergo. Lo trovi solo se entri nella chiesa di San Floriano e sulla pala dell’altare dedicato al santo protettore dagli incendi, nella lunetta in alto, eccolo là ancora il nostro San Cristoforo dall’ampio mantello rosso che trasporta il Bambino appoggiato ad un tronco d’albero.

Belli i santi scolpiti nell’altare: da notare, in particolare, la presenza del santo che proteggeva dalle inondazioni, San Giovanni Nepomuceno (in cotta bianca, tiene alta la croce). Un altare che protegge da ogni male: la malamorte (San Cristoforo), gli incendi (San Floriano), l’alluvioni (San Giovanni Nepomuceno).

San Cristoforo in Val di Fassa

Contro l’acqua, contro il fuoco

Sulle parete di Ciasa Cassan a Mazzin (Val di Fassa), ci sono degli affreschi del XVIII secolo. Due mi piacciono particolarmente: San Floriano e San Giovanni Nepomuceno

Sulla parete della casa rivolta verso il torrente Udai, c’è questo bellissimo affresco della fine del XVIII secolo rappresentante San Giovanni Nepomuceno, il santo martire protettore contro i flutti e le inondazioni. Dove c’è l’acqua, ci sono spesso raffigurazioni di questo santo.

Accanto a questo dipinto se ne trova un altro, dedicato questa volta ad un altro santo protettore, San Floriano: sta gettando acqua su una chiesa o forse sulla stessa Ciasa Cassan. Difende i paesi dal fuoco, pericolo terribile! In mano tiene la bandiera di Fassa? Sembrerebbe, dati i suoi colori!

Fotografie ed informazioni sono tratte da Pittura murale in Val di Fassa, a cura di Angela Mura, Comprensorio Ladino di Fassa, 2000