Il più antico canederlo per la puerpera più speciale

La prima raffigurazione di un canederlo risale al 1180. Una donna cuoce in un tegame dei canederli, probabilmente in brodo e ne assaggia uno, utilizzando un mestolo. E già di per sé sarebbe bellissimo (un cibo così semplice con una storia così antica!).

File:Knödelesserin.jpg - Wikimedia Commons
La Knödelesserin a Castel Appiano (Foto Wikimedia Commons)

Ma se guardiamo la parete affrescata intera scopriamo che la donna sta assaggiando il canederlo per un’altra persona: sapete chi è? La Madonna, giovanissima puerpera che riposa su un giaciglio, accanto al Bambino (vegliato da asino e bue) e a san Giuseppe, che riposa affaticato.

La nascita di Cristo a Castel Appiano (fotografia tratta da http://guidaaltoadige.blogspot.com/2010/09/castel-appiano-burg-eppan.html)

Comunque, Burg Hocheppan – Castel Appiano merita una visita. Messo in lista!

Canederli allo speck o gnocchi di lardo?

1931: nella Guida gastronomica d’Italia l’autore usa il nome gnocchi con il lardo per evitare la dicitura canederli allo speck. Risaputamente i canederli non sono gnocchi (che nella gastronomia italiana sono di patate)  e lo speck non è lardo. Ma le parole canederli e speck facevano paura, troppo simili al tedesco, quella lingua che il fascismo voleva uccidere (e seppellire) per sempre nelle terre trentine e sudtirolesi.

Ah, etimologicamente:   i termini canederlo e canederli sono germanismi, ovvero un adattamento dialettale del termine tedesco knödel; il termine Speck  dal ted. Speck ‹špèk›, propr. «lardo».

Il canederlo è un’opera d’arte? Si, alla Stalla del Nonno a Campitello! (foto Tripadvisor)