Le campane della pieve

Rielaboro quanto scrive Luca de Sass Zacchia sulla sua pagina FB

Il campanile di San Giovanni di Fassa raggiunge un’altezza di oltre 60 metri ed è stato costruito nella seconda metà del 1500 a partire dai resti di un antico manufatto romanico.

La Chiesa Parrocchiale Decanale di San Giovanni Battista in Vigo ha un concerto, composto di sei campane elettrificate. Il concerto, seguendo la scala musicale, si compone di I II III V VI VII.

La campana maggiore è la famosa “campana della pieve”, la “Grana”, battezzata “Giovanna” che emette la nota Mibemolle. Venne fusa nel 1549 dal trentino Ludovico Simonato sul sagrato della chiesa come da tradizione (ma 1cadabra dice che fu fusa a Trento). Per fonderla, si è chiesto l’ aiuto di tutte le famiglie fassane che hanno donato pentole, qualche moneta e altri manufatti di metallo che, fusi, sono stati gettati negli stampi, rispettando la lega che dà vita al bronzo e che fa risuonare perfettamente la campana (è in sagoma ultra pesante, con un suono è pulito, puro e piacevole all’udito, a differenza delle sagome leggere che hanno un suono fastidioso).

C’ è una storia che racconta di una signore a cui era stato chiesto di donare una padella o qualcosa di metallico. La moglie andò in cantina a prendere una padella da consegnare, ma non sapeva che era d’argento e aveva un altissimo valore economico. Il marito minacciò la moglie di ammazzarla se la campana non avesse suonato bene; la campana fortunatamente si dimostrò un capolavoro. Alla fine il marito si scusò e ringraziò la moglie.

C’ è anche una storia che parla del principe vescovo di Bressanone che si innamorò del suo suono e decise di prenderla per il Duomo di Bressanone,ma, una volta calata sul carro, i cavalli non riuscirono a portarla via per il troppo peso- La campana avrebbe detto: “Sono stata fusa per San Giovanni Battista e per lui voglio suonare”. Inutile dire che la campana fu nuovamente issata sul campanile.

Con lei ha inizio la storia delle campane di San Giovanni; nei secoli più tardi altre quattro campane vennero fuse. In piena Grande Guerra, le campane vennero requisite nel 1916 per la realizzazione di mortai.

Dopo la guerra si decise di rifondere un concerto, visto che quello antico era molto stonato e veramente molto spiacevole all’orecchio.

Le campane mezzane vennero fuse nel 1922 dalla Fonderia Francesco D’Adda di Crema mentre la campana minore è recente e venne fusa dalla Fonderia Daciano Colbachini di Padova.

Le campane erano distribuite sui due piani della cella campanaria e venivano suonate a slancio tirolese, invece nel terzo piano venivano suonate “la batoles” fra il giovedì e il sabato santo, per sostituire il suono delle campane. Questa tradizione viene anche oggi mantenuta a Campitello.

Ecco il concerto delle campane!

 

Campane per una rinascita: la Chiesa di San Nicolò a Pozza

Trascrivo quanto scrive Luca de Sass Zacchia sulla sua pagina FB:

L’arrivo delle campane nella chiesa di San Nicolò è un segno forte di rinascita della chiesa di San Nicolò, utilizzata come cinema per almeno due decenni.

La chiesa di San Nicolò un cinema? Nel 1957, fu costruita la nuova chiesa parrocchiale di Pozza per sostituire la chiesetta ormai diventata troppo piccola, Quando la chiesa fu finita, vennero trasferiti i banchi e gli altari nella chiesa moderna e poi fu effettuato il trasferimento delle campane sul nuovo campanile. Nella chiesetta spogliata di tutto e privata dei suoi affreschi fu allestito un vero e proprio cinema – teatro.

Poi negli anni ’80 si iniziò a ripristinarla.

Le campane di Santa Giuliana

Trascrivo quanto scrive Luca de Sass Zacchia sulla sua pagina FB:

Sul campanile più alto della Val di Fassa, le campane vengono suonate ancora a mano e con la tradizionale tecnica dello slancio tirolese, un tempo presente in tutto il Tirolo e ovviamente anche in tutta Fassa. Questa tecnica consiste nell’eliminare i battiti più deboli dell’ inizio e della fine della suonata.
Con la corda si tiene bloccato il battacchio e quando la campana ha raggiunto l’ altezza giusta, un movimento di corda lo rilascia, iniziando a battere, per bloccarlo invece bisogna cercare di acchiapparlo con un giro di corda intorno al naso del battacchio e poi con un altro giro di corda sulla leva.
In questi ultimi 60/50 anni, i campanari sono stati sostituiti da motori e computer che gestiscono tutto, tranne qui, a Santa Giuliana, unico campanile in Fassa e Fiemme dove viene mantenuta questa tradizione, grazie a dei campanari, che a turno, ogni sabato, alle 18.30 circa, suonano la campana dedicata ai caduti e poi quella dedicata alla madonna per suonare l’ ave Maria serale. Solo in rare occasioni vengono suonate tutte e quattro. È un concerto di 4 campane in Mi3.

Grazie Luca per le tue foto e le tue preziose informazioni!