Santa Giuliana (di Fassa) e Sant’Antonio (di Padova) a Mazzin

Viene in Val di Fassa Zuane Forcellini, frescante agordino, nella seconda metà del Seicento. Non dimentica di essere un veneto e porta la sua tradizione pittorica ed anche devozionale, dipingendo Sant’Antonio. Intanto, però, sa di essere in Val di Fassa e allora, eccola lì, Santa Giuliana, alla destra della Madonna con il bambino!

Madonna con il Bambino, Santa Giuliana e Sant’Antonio

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

Crocefissione a Pera di Fassa

Davvero pochissimi i resti di una Crocifissione, dipinta da Zuane Forcellini a Soal-Pera di Fassa. Qualche errore nell’utilizzo della biacca, l’azione corrosiva di acqua, gelo e vento e l’apertura di una finestra in anni remoti, in cui non si capiva il valore degli affreschi, hanno irrimediabilmente compromesso questa crocifissione, di cui rimane solo la Madonna ai piedi della croce.

Cristo crocifisso con i dolenti

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

San Simone tra Mazzin e Vallada Agordina

Madonna del Rosario, San Simone e Sant’Antonio da Padova

Zuane Forcellini arriva a Mazzin-Fontanazzo il 26 luglio del 1658: è una bella giornata, si può affrescare. Il padrone di casa che gli ha commissionato il lavoro si chiama Simon de Marin. Zuane è contento: può rappresentare, accanto alla Madonna del Rosario e al sant’Antonio così amato dai veneti come lui (che viene da Agordo), anche San Simone. San Simone è il santo della bellissima chiesa di Vallada Agordina, che Zuane non può non conoscere!

Chiesa di San Simon a Vallada agordina
San Simone: Particolare della dorsale dell’altare della chiesa di San Simon a Vallada Agordina (fonte:https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Simon)
Fluegelaltar tardogotico della chiesa di San Simon a Vallada Agordina, attribuitao a Andrè Haller di Bressanone ed al maestro di Heligenblut (https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Simon)

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

Personale-convenzionale e locale-globale a Vigo di Fassa

Madonna coronata da angeli San Giovanni Battista, Santa Giuliana a Vigo

Interessante mix di un elemento locale (Santa Giuliana, la santa protettrice della valle, con tanto di diavolo alla catena; San Giovanni, l’altro patrono) con elementi comuni alla Chiesa controriformistica (l’immagine della Madonna in trono, gli angeli a incoronarla con la corona intrecciata del rosario nelle mani) ed un tocco tipico di Zuane Forcellini (il paesaggio montano con cervi e camosci). Bellissimi i colori. Nella sua semplicità, un segno di un arte contemporaneamente personale e convenzionale.

Informazione e immagine tratte da MURA ANGELA/SALVONI ADRIANO, Zuane Forcelini: un artista agordino in Val di Fassa. Il suo
stile pittorico e le sue iscrizioni
, Mondo Ladino XVIII (1994), pp. 109-131

Donne di dolore all’ingresso della pieve

La pessima fotografa (che sarei io) non ha certamente ritratto l’affresco nella luce migliore né con l’inquadratura migliore.

Eppure l’affresco mutilo, dipinto da Zuane Forcellini intorno al 1650, non perde il suo fascino: vicino all’ingresso laterale della pieve di San Giovanni a Vigo di Fassa è raffigurata la Pietà con la Madonna addolorata, Maddalena e Giovanni Battista.

Il santo a cui è intitolata la pieve è raffigurato sulla sinistra. Nel cielo sopra il santo un angelo assiste alla scena, mentre un altro a terra raccoglie il braccio del Cristo morto. Altri angeli compongono una ricca ed elegante cornice dorata.

Al centro della scena la Madonna addolorata: nel suo cuore sono infilate le sette spade, ciascuna delle quali termina con una scena della passione di Gesù.

Pietà con Madonna addolorata (fotografia tratta da MURA ANGELA/SALVONI ADRIANO, Zuane Forcelini: un artista agordino in Val di Fassa. Il suo stile pittorico e le sue iscrizioni, Mondo Ladino XVIII (1994), pp. 109-131)

Si intravede il solito paesaggio di Zuane, con cime, cervi e camosci.

Ho lasciato per ultima la bellissima Maddalena, nella sua veste rossa e con i lunghi capelli sciolti (con cui ha asciugato i piedi di Gesù): partecipa con dolore alla sofferenza del suo Signore morto nelle braccia della madre. Zuane Forcellini ama la Maddalena, la raffigura spesso nei suoi quadri.

Oggi l’affresco è stato restaurato e sono state tolte le lapidi.

Pietà con Madonna addolorata come si presenta oggi

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

Una valle di affreschi

Pittura murale in Val di Fassa, a cura di Angela Mura, Comprensorio Ladino di Fassa, 2000

Tra le bellezze della Val di Fassa, ci sono anche le sue case e le sue chiese affrescate. Il volume è una ricognizione ampia e documentata della pittura murale della Val di Fassa, dai primissimi affreschi del XIV secolo ai lavori degli anni ’50 del XX secolo.

(N.B. L’arte degli affreschi murali non è morta in Val di Fassa, ma continua anche oggi con bellissimi risultati!)

piccola biblioteca fassana

Santi, cervi e camosci di Zuane Forcellini agordino in Val di Fassa

Zuane Forcellini è un artista agordino che ha operato nel decennio 1653-1662 anche in Val di Fassa.

Registrazione anagrafica di Zuane Forcellini nell’Archivio di Agordo, scoperta da Gabriele Bernardi

Sono gli anni dei primi contatti economici e culturali fra il Tirolo e Venezia. Il frescante veneto porta con sé le xilografie popolari dei fabbricanti di immagini cattolici, impegnati nella lotta controriformistica e cerca di venire incontro al gusto tirolese. Anche l’immaginario dei santi rappresentati si amplia e così in Val di Fassa compaiono parecchie immagini che rappresentano il Santo, quel Sant’Antonio di Padova molto amato a Venezia, oppure San Simone (molto venerato nella Valle dei Biois, a partire dalla chiesa di San Simone a Vallada), accanto ai santi più tradizionali del Tirolo (da Cristoforo a Floriano, da Giovanni Battista a Niccolò) a santi dal profilo più locale (come Santa Giuliana, patrona della valle).

In posizione centrale nei suoi affreschi, è sempre presente la Madonna, mediatrice per eccellenza.

Molto particolare, poi, è la raffigurazione del paesaggio: montagne su cui saltellano cervi e camosci, talora percorse anche da contadini.

Sei sono gli affreschi dipinti dal Forcellini in Val di Fassa, non tutti visibili o ben conservati, purtroppo.

Informazione e immagini tratte da MURA ANGELA/SALVONI ADRIANO, Zuane Forcelini: un artista agordino in Val di Fassa. Il suo
stile pittorico e le sue iscrizioni
, Mondo Ladino XVIII (1994), pp. 109-131 e da Pittura murale in Val di Fassa, a cura di Angela Mura, Comprensorio Ladino di Fassa, 2000

Santi, cervi e camosci di un agordino a Pozza di Fassa: Zuane Forcellini

Agosto 1658 : Zuane Forcellini, con il suo carico di cartoni e pennelli, arriva in Val di Fassa. È un pittore itinerante di Agordo e si mette a disposizione dei fassani che vogliono decorare le loro case, per devozione. È un momento di incontro fra la sensibilità veneta di Zuane e la popolazione tirolese.

L’8 agosto 1658 Stefen e Michele De Zulian de la Grava di Pozza di Fassa gli commissionano una crocefissione che dipinge sulla parete della casa (che ora si affaccia sula Strada delle Dolomiti). Zuane dipinge i suoi cartoni e poi li applica sullo strato fresco del muro: si guarda in giro, ogni tanto, e guarda le montagne e poi, sulla loro cima, immagina cervi e camosci saltellanti.

Anche se qualcuno ha rovinato la parte superiore del dipinto per aprire una finestra, ancora oggi possiamo godere della bellezza dell’affresco: il Crocifisso, la Madonna addolorata e la Maddalena che abbraccia i piedi di Cristo, in piedi San Michele con le bilance e Santa Giuliana. Ed eccoli lì, sulle punte delle montagne, cervi e camosci!

(informazioni e immagine tratte da un articolo di Angela Mura e di Adriano Salvioni su Mondo ladino XVIII, 1994)

Cristo crocifisso fra Santa Giuliana e la Madonna addolorata; San Michele; la Maddalena in un paesaggio montano

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

Studafech e vivane

Proprio oggi mi piace parlare dei pompieri volontari della Val di Fassa, una tradizione di volontariato molto attivo in tutta la valle. Anche gli Studafech di Pozza hanno partecipato ai soccorsi della tragedia di Stava avvenuta 35 anni fa, 19 luglio 1985.

E voglio parlare di un dipinto che continua anche oggi la tradizione della pittura murale in Val di Fassa. è una bella rappresentazione dei Vigili del fuoco sulle pareti della caserma di Vigili del fuoco di Pozza, in località Pera di Fassa.

Le parole della preghiera del pompiere (tradotto in ladino) accompagnano un vigile del fuoco: un angelo dalle fattezze femminili (o forse una vivana) in stile Liberty protegge la torre di Pozza. Il vigile indossa la divisa ottocentesca, molto diffusa nell’Impero Austroungarico: l’elmo riporta il monogramma FF (Freiwillige Feuerwehr).

Davanti al fuoco e alle acque furiose, fa’ che il nostro intervento porti consolazione e aiuto ai fratelli nel bisogno

Fiori crescono vicino al ruscello all’ombra dei Monzoni (Cima 11 e di Cima 12). L’affresco è ispirato a un bozzetto del 1920 di Giovanni Battista Deluca (Tita Cruf), bisnonno di Letizia Soldà, la pittrice di questo affresco (ma anche studafech volontaria)!

San Cristoforo sull’Albergo San Giovanni

Ma perché sull’Hotel San Giovanni è dipinto da un centinaio di anni un San…. Cristoforo? Sarà perché l’Hotel è proprio vicino ad un torrente… Sarà perché si trova in posizione strategica, dove scende la strada che porta al centro di Vigo…

Fatto sta che San Cristoforo è proprio ovunque in Val di Fassa! 

#anchequestaèValdiFassa #SanCristoforoinValdiFassa

San Cristoforo in Val di Fassa. Perchè?