Richard Löwy

Dal bel sito fassafront.com, ecco la biografia di Richard Löwy

Richard Löwy  nasce il 7 dicembre 1896 a Zásmuky in Boemia in una famiglia ebrea di parlata ceco-tedesca da Karl Joachim e da Hedwig Katz.

Trasferitosi con i genitori e la sorella Martha a Vienna, si arruola a 18 anni e percorre tutte le tappe della carriera militare; viene valutato nel 1909 idoneo al grado di ufficiale e a 23 anni si iscrive alla Bauingenieurschule (Facoltà di Ingegneria).  

Si arruola nel k.u.k. Bauleitung (Genio militare Imperial-regio) a Trento e, dopo la laurea in ingegneria civile, viene inviato all’inizio del 1914 a Castel Tesino e presso i passi di Costalunga e San Pellegrino.

Allo scoppio della guerra, nel 1914, nominato comandante della  k.u.k.  Bauleitung  di Moena, impiega molti giovani del posto nei lavori di costruzione delle strade e delle linee di difesa in valle di San Pellegrino, riuscendo ad evitare che vengano inviati al servizio di prima linea in Galizia; l’organizzazione del lavoro in turni consente, inoltre, agli abitanti di occuparsi anche delle attività agricole. Il giovane tenente impiega le donne di Moena in una sartoria-lavanderia militare, garantendo alle famiglie un’entrata sicura e costruisce un sanatorio per i malati di tifo nella frazione di Sorte.

Ottiene, infine, che gli abitanti di Moena possano rientrare in paese per l’estate, lasciando le case di Forno, dove sono sfollati quando, nel maggio del 1915, con l’ingresso dell’Italia in guerra, le Dolomiti diventano prima linea del fronte. Queste ed altre opere benefiche gli meritano la fiducia e la stima della popolazione locale fino alla concessione della cittadinanza onoraria concessa il 19 dicembre 1916 da parte del Consiglio comunale di Moena. In vista dei molteplici favori ricevuti tanto il Comune che privati dal sig. Tenente Levi, si delibera di nominarlo cittadino onorario.

1916 cittadinanza onoraria SOLO TESTO

Sempre nel 1916, viene insignito del Signum Laudis (la maggiore onorificenza imperiale per gli ufficiali impegnati in guerra) in quanto “…contribuì in modo decisivo all’allestimento delle postazioni di combattimento … Sotto il fuoco dell’artiglieria nemica diede prova di sangue freddo e fu così un buon esempio per i suoi uomini”;

seguiranno nel 1917 la Croce di Guerra di Carlo Imperatore e nel giugno 1918 la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Alla fine della Prima guerra mondiale, Richard ritorna a Vienna e si sposa nel 1929.

A seguito dell’invasione dell’Austria da parte dell’esercito nazista e delle leggi razziali di Norimberga, nell’agosto 1938 Richard Löwy, insieme alla moglie Johanna Liebgold, si rifugia nuovamente  a Moena, dove è ospitato a casa di Margherita Costa. È tutta la comunità del paese a proteggere la coppia; i due stringono un particolare legame di amicizia con una maestra del paese, Valeria Jellici.  Li ospitano la maestra Rita Costa Parolota e in seguito molti uomini della valle (Micelin de Fronz, Jan Buro,  Rosina Croce, Jan de Piaz, Jan del Cherlo, Mario Piccolin, Tone Ninzele)

Anche la madre Hedwig Katz e la sorella Martha con il marito, Hermann Riesenfeld, raggiungono Moena, nella speranza di scampare dal loro tragico destino.

Il 15 giugno 1940 le autorità fasciste ordinano di internare tutti gli ebrei stranieri residenti in Italia:  Richard Löwy, Johanna ed Hermann vengono arrestati a Trento e successivamente deportati nei campi di concentramento di Notaresco, Casacalenda e Petrella Tifernina. Martha e la madre restano a Soraga: l’anziana donna muore il 16 febbraio del 1941 e viene sepolta nel cimitero del paesino, dove riposa tuttora. Due giorni dopo, Richard fa ritorno a Moena in soggiorno coatto. Seguono due anni di stenti e incertezza, fra continui spostamenti da una casa all’altra col sostegno della comunità moenese.

Il 4 gennaio 1944 la famiglia Löwy viene nuovamente arrestata nella frazione di Someda, condotta alle prigioni di Trento e quindi al campo di concentramento di Fossoli.

Il 22 febbraio 1944 i quattro ebrei vengono caricati su un treno per il campo di sterminio di Auschwitz. Da questo momento, spariscono le loro tracce: forse muoiono in viaggio, forse sono portati nelle camere a gas di Auschwitz proprio il giorno del loro arrivo, il 26 febbraio 1944.

La storia di Richard Löwy è stata ricostruita con un lungo e accurato lavoro da Giorgio Jellici, iniziando dalla raccolta di lettere che la maestra Valeria Jellici (zia di Giorgio) gli aveva lasciato. Il lavoro di ricostruzione è diventato una mostra (ospitata in primis a Moena, ma poi ha girato il Triveneto) e poi un libro, che ho letto e riletto. Chi volesse approfondire la conoscenza di Richard Löwy, non può non innamorarsene.

Da questo libro ho ricavato le fotografie utilizzate in questo post.

Ho cercato, poi, di recuperare altre testimonianze su Richard Löwy. Eccone qualcuna: Nenola del Maza, Tinotto del Maza, Michele Croce.

Giorgio Jellici, Richard Lowy