Francesco Barbieri

Francesco Barbieri, figlio di Luigi e Teresa, nato a Milano il 13 luglio 1894, si diploma capomastro all’Istituto Cattaneo. Appassionato alpinista, si arruola fra gli Alpini e gli viene affidato il comando della sezione di Val Cordevole di stanza a Fuciade. Muore guidando i suoi alpini nell’attacco ardito alla Costabella, colpito da una pallottola al cuore mentre grida “Avanti sempre, evviva i miei alpini”: è il 4 ottobre 1916 e Francesco ha 22 anni. 

#anchequestaèValdiFassa #unfioreperognicaduto #noallaguerra

(informazioni e fotografie tratte da “Bepi Pellegrinon, Le montagne del destino 1915-1917, in prima linea nella Grande Guerra sul fronte Fassa, Fiemme, Biois”, Nuovi Sentieri editore, 1986)

Le campane di Santa Giuliana

Trascrivo quanto scrive Luca de Sass Zacchia sulla sua pagina FB:

Sul campanile più alto della Val di Fassa, le campane vengono suonate ancora a mano e con la tradizionale tecnica dello slancio tirolese, un tempo presente in tutto il Tirolo e ovviamente anche in tutta Fassa. Questa tecnica consiste nell’eliminare i battiti più deboli dell’ inizio e della fine della suonata.
Con la corda si tiene bloccato il battacchio e quando la campana ha raggiunto l’altezza giusta, un movimento di corda lo rilascia, iniziando a battere, per bloccarlo invece bisogna cercare di acchiapparlo con un giro di corda intorno al naso del battacchio e poi con un altro giro di corda sulla leva.

In questi ultimi 60/50 anni, i campanari sono stati sostituiti da motori e computer che gestiscono tutto, tranne qui, a Santa Giuliana, unico campanile in Fassa e Fiemme dove viene mantenuta questa tradizione, grazie a dei campanari, che a turno, ogni sabato, alle 18.30 circa, suonano la campana dedicata ai caduti e poi quella dedicata alla madonna per suonare l’ ave Maria serale. Solo in rare occasioni vengono suonate tutte e quattro.

È un concerto di 4 campane in Mi3.

Grazie Luca per le tue foto e le tue preziose informazioni!

Sissi in Val di Fassa

Sulla facciata del bellissimo Hotel Dolomiti di Canazei, c’è un ritratto di Francesco Giuseppe e di sua moglie Sissi. Ma Sissi è mai stata in Val di Fassa?

Forse non a Canazei, ma certamente al Passo Carezza, al Grand Hotel Carezza. Era il mese di agosto del 1897, un anno prima della sua tragica morte #anchequestaèValdiFassa

In ginocchio sulle spalle di San Cristoforo (Albergo Rizzi di Pera)


Sulla facciata di uno degli alberghi più antichi della Val di Fassa, l’Albergo Rizzi di Pera, San Cristoforo trasporta Gesù Bambino in ginocchio (posizione molto rara nell’iconografia solita) sulle sue spalle.

Vuoi vedere altri San Cristoforo in Val di Fassa?

 #anchequestaèValdiFassa

San Cristoforo in Val di Fassa. Perchè?

Gran Vera in Val di Fassa

L’ingresso del Cimitero Austroungarico di Vigo di Fassa. Per non dimenticare i soldati austroungarici morti durante la Grande Guerra. I fassani hanno seppellito qui i morti della Guerra Bianca combattuta sulle loro montagne, mentre i giovani fassani morivano in Galizia (oggi Polonia ed Ucraina). Ma anche là mani pietose hanno raccolto e seppellito i morti. 

Cimitero Austroungarico Vigo di Fassa

#primaguerramondiale #GranVera #noallaguerra #pernondimenticare #anchequestaèValdiFassa — a Vigo di Fassa.

La desmontega

Animali e pastori scendono a valle a Cavalese dopo il pascolo estivo; è un bel bassorilievo di Andrea Soraperra.

La desmonteada di Soraga (2004): dai prati del Fuciade, attraverso Soraga Alta, al Pra’ dei Prè. Vista dagli occhi dei pastori.

La desmontea a Moena nel 2018, vista dagli occhi del turista: la festa del Puzzone