San Cristoforo sull’Albergo San Giovanni

Ma perché sull’Hotel San Giovanni è dipinto da un centinaio di anni un San…. Cristoforo? Sarà perché l’Hotel è proprio vicino ad un torrente… Sarà perché si trova in posizione strategica, dove scende la strada che porta al centro di Vigo…

Fatto sta che San Cristoforo è proprio ovunque in Val di Fassa! 

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San Cristoforo in Val di Fassa. Perchè?

Burro e streghe

(stampes da smauz – stampi per il burro, Museo Ladino di Fassa)

Attento alle streghe! Mentre batti il burro o giri la zangola, le streghe arrivano e te lo fanno impazzire oppure in un niente irrancidisce.

Sistema il tuo panetto in uno stampo con un Sacro Cuore o una corona di spine e le streghe ti lasceranno in pace! 

#anchequestaéValdiFassa 

Sirene fra i piedi (San Cristoforo a Campitello)


Sulla chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Campitello di Fassa, ancora San Cristoforo e Gesù Bambino ci guardano dall’alto: uno dei tanti San Cristoforo della valle.

Guardate il Bambino: sembra tenersi ai capelli del gigante San Cristoforo!

Poi, in mezzo ai piedi del santo è dipinta una sirena: rappresenta le tentazioni dei fiumi che non solo i santi, ma tutti noi dobbiamo attraversare. Mi suggerisce Arcangelo Defrancesco che circola in valle la diceria che con la sirena abbiano coperto un disegno precedente di una donna dalle gambe aperte, simbolo di fecondità: interessante!

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San Cristoforo in Val di Fassa. Perchè?

Martin Hilbe e Anton Hagen

Martin Hilbe e Anton Hagen si sono conosciuti in guerra, sul fronte dolomitico. Martin è nato a Dornbirn (Austria) e anche Anton è nato in Austria, ma a Lustenau. Sono due giovani soldati austroungarici, di 19 anni, travolti da una slavina sotto il Sass da Pecol il 24 febbraio 1916. Ma c’è troppa neve e i loro corpi sono irrecuperabili. Li troveranno i compagni solo il 10 luglio e li seppelliranno insieme al cimitero di Santa Giuliana di Vigo di Fassa, dove anche ora riposano.

#anchequestaèValdiFassa #unfioreperognicaduto #noallaguerra

Francesco Barbieri

Francesco Barbieri, figlio di Luigi e Teresa, nato a Milano il 13 luglio 1894, si diploma capomastro all’Istituto Cattaneo. Appassionato alpinista, si arruola fra gli Alpini e gli viene affidato il comando della sezione di Val Cordevole di stanza a Fuciade. Muore guidando i suoi alpini nell’attacco ardito alla Costabella, colpito da una pallottola al cuore mentre grida “Avanti sempre, evviva i miei alpini”: è il 4 ottobre 1916 e Francesco ha 22 anni. 

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(informazioni e fotografie tratte da “Bepi Pellegrinon, Le montagne del destino 1915-1917, in prima linea nella Grande Guerra sul fronte Fassa, Fiemme, Biois”, Nuovi Sentieri editore, 1986)

Le campane di Santa Giuliana

Trascrivo quanto scrive Luca de Sass Zacchia sulla sua pagina FB:

Sul campanile più alto della Val di Fassa, le campane vengono suonate ancora a mano e con la tradizionale tecnica dello slancio tirolese, un tempo presente in tutto il Tirolo e ovviamente anche in tutta Fassa. Questa tecnica consiste nell’eliminare i battiti più deboli dell’ inizio e della fine della suonata.
Con la corda si tiene bloccato il battacchio e quando la campana ha raggiunto l’altezza giusta, un movimento di corda lo rilascia, iniziando a battere, per bloccarlo invece bisogna cercare di acchiapparlo con un giro di corda intorno al naso del battacchio e poi con un altro giro di corda sulla leva.

In questi ultimi 60/50 anni, i campanari sono stati sostituiti da motori e computer che gestiscono tutto, tranne qui, a Santa Giuliana, unico campanile in Fassa e Fiemme dove viene mantenuta questa tradizione, grazie a dei campanari, che a turno, ogni sabato, alle 18.30 circa, suonano la campana dedicata ai caduti e poi quella dedicata alla madonna per suonare l’ ave Maria serale. Solo in rare occasioni vengono suonate tutte e quattro.

È un concerto di 4 campane in Mi3.

Grazie Luca per le tue foto e le tue preziose informazioni!

Sissi in Val di Fassa

Sulla facciata del bellissimo Hotel Dolomiti di Canazei, c’è un ritratto di Francesco Giuseppe e di sua moglie Sissi. Ma Sissi è mai stata in Val di Fassa?

Forse non a Canazei, ma certamente al Passo Carezza, al Grand Hotel Carezza. Era il mese di agosto del 1897, un anno prima della sua tragica morte #anchequestaèValdiFassa

In ginocchio sulle spalle di San Cristoforo (Albergo Rizzi di Pera)


Sulla facciata di uno degli alberghi più antichi della Val di Fassa, l’Albergo Rizzi di Pera, San Cristoforo trasporta Gesù Bambino in ginocchio (posizione molto rara nell’iconografia solita) sulle sue spalle.

Vuoi vedere altri San Cristoforo in Val di Fassa?

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San Cristoforo in Val di Fassa. Perchè?

Gran Vera in Val di Fassa

L’ingresso del Cimitero Austroungarico di Vigo di Fassa. Per non dimenticare i soldati austroungarici morti durante la Grande Guerra. I fassani hanno seppellito qui i morti della Guerra Bianca combattuta sulle loro montagne, mentre i giovani fassani morivano in Galizia (oggi Polonia ed Ucraina). Ma anche là mani pietose hanno raccolto e seppellito i morti. 

Cimitero Austroungarico Vigo di Fassa

#primaguerramondiale #GranVera #noallaguerra #pernondimenticare #anchequestaèValdiFassa — a Vigo di Fassa.