Giuseppe Pontiggia

Giuseppe Pontiggia al Premio Campiello nel 1994
di Gorup de Besanez – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31521901

Eleganza e acutezza

GIUSEPPE PONTIGGIA (Como 1934-Milano 2003) è stato uno scrittore lombardo di grande eleganza e acutezza. Una scrittura per ‘arte di levare’. Levare il superfluo per lasciare solo la parola nella sua estrema chiarezza e lucidità. Ma il racconto  così apparentemente lineare della realtà non semplifica il mondo, ma lo mostra nella sua ambiguità e ipocrisia.

Non si può non apprezzare la sua acutezza, anche se in alcuni testi mi è parso troppo cerebrale e freddo. Non così nel romanzo Nati due volte, molto emozionante (anche se l’autore mantiene sempre il controllo razionale, pur nella sofferenza così autobiografica).

Da notare anche la propensione dell’autore all’autocorrezione, alla riscrittura dei propri testi, all’interminabile opera di revisione: segno di ansia di perfezione, ma anche di grande umiltà.

i suoi LIBRI

LA MORTE IN BANCA E ALTRI RACCONTI (1952)

La morte in banca - Giuseppe Pontiggia - Libro - Mondadori - Oscar  scrittori moderni | IBS

Opera prima di Pontiggia, non ancora ventenne. L’ingresso nel mondo del lavoro diventa una discesa agli inferi, una morte. Un anticipo della letteratura del boom economico. Straordinari nella loro fulmineità i racconti.

IL RAGGIO D’OMBRA (1983)

Amazon.it: Il raggio d'ombra - Pontiggia, Giuseppe - Libri

Chi è davvero Losi? Il comunista che sfugge ai regime o una spia fascista? E per quale motivo agisce così? E quali conseguenze può avere la paura di Mariano su tutta la vicenda? Tante domande, nessuna risposta

IL GIOCATORE INVISIBILE (1978)

Il giocatore invisibile di [Giuseppe Pontiggia]

C’è un anonimo che denuncia una disattenzione etimologica del Professore: la sua etimologia del termine ipocrita è scorretta. Chi ha scritto questo pungente articolo? Perché odia così tanto il professore?

NATI DUE VOLTE (2000)

Nati due volte - VICINI

Un romanzo coraggioso anche perché autobiografico. Certo Paolo, il ragazzino disabile protagonista del romanzo, non corrisponde del tutto al profilo del figlio di Pontiggia, né il protagonista è solo una proiezione dell’autore. Ma trasfigurare è il modo migliore per capire!

le mie letture