GIRO D’ITALIA sulle tracce di san Cristoforo

Il culto di san Cristoforo è molto diffuso in tutta Europa, soprattutto in Austria, Dalmazia, Spagna e, ovviamente, Italia. Ma è anche molto diffusa una sorprendente iconografia di san Cristoforo in Oriente.

Parti con me e con san Cristoforo in questo viaggio. Io parto da qui

statua San Cristoforo con il Bambino
Carlo Obwegs, San Cristoforo (1938)
Busto Arsizio (Palazzo Marliani Cicogna)
LOMBARDIA Busto Arsiziostatua lignea di Karl Obwegs a palazzo Marliani CicognaAnche Busto Arsizio ha il suo san Cristoforo! A Palazzo Marliani Cicogna, si trova una statua del santo scolpita nel 1939 da Karl Obwegs e donata alla chiesa di sant’Anna dal RACI, il Real Automobil Club Italia. In occasione di questo dono è stato realizzato un fascicoletto di accompagnamento che contiene la leggenda di san Cristoforo in bustocco. Ascoltatela in dialetto: senza paura, ve la traduco! FANTASTICA!
LOMBARDIA
Milano
chiesa di San Cristoforo ai NavigliDa Ercole a Frode: il nostro GIRO D’ITALIA sulle tracce di san Cristoforo oggi passa da San Cristoforo sul Naviglio a Milano. Sarà un viaggio anche nel tempo; dalla Milano romana (e il tempio di Ercole) alla Milano di oggi, leggendo alcune immagini relative alla storia della chiesa di San Cristoforo. Oggi il quartiere è abbellito dagli street artist e san Cristoforo è ancora protagonista della città!
LOMBARDIA Lago di Como – Spurano di OssuccioAffresco nella chiesa di san Giacomo di Spurano d’OssuccioIl lago di Como è una via di comunicazione molto importante tra Milano e il Centro Europa: è quasi ovvio trovare molti san Cristoforo lungo le strade del lago (Moltrasio, Pognano Lario, Ossuccio, Gravedona, Montemezzo, Valmadrera, Varenna, Corenno Plinio). Soffermandoci sul San Cristoforo nella chiesa di San Giacomo di Spurano d’Ossuccio, del X secolo, ci confronteremo con un’iconografia particolare, quella del san Cristoforo re, senza Bambino (presente anche a san Vincenzo a Galliano – Cantù, a Montefollonico, a Settimo Vittone, presso Torino, e a Saint-Junien). Partendo dall’analisi della corona e delle vesti di san Cristoforo, potremo seguire il momento in cui san Cristoforo, il martire della leggende orientali, diventa un san Cristoforo occidentale (con riferimenti alle raffigurazioni imperiali bizantine, longobarde, carolingie ed ottoniane). E poi verrà il San Cristoforo con il Bambino di Jacopo da Varagine.
TRENTINO
Val di Fassa – Tappone dolomitico
Affreschi sui muri di FassaCari ciclisti del Giro d’Italia (che correrete il tappone dolomitico il 28 maggio 2022), alzate lo sguardo e affidatevi ai tanti san Cristoforo che vi guardano dai muri della Val di Fassa!
TRENTINO
Forno di Moena
Affresco – chiesa di san LazzaroParto da qui, perché anche la Val di Fassa è casa mia! Il san Cristoforo di Forno di Moena mi guarda ogni volta che passo dalla strada statale delle Dolomiti: protegge da secoli viandanti e pellegrini.
TRENTINO
Val di Fassa – Pera
Affresco – Albergo RizziSan Cristoforo sulla facciata dell’Albergo Rizzi di Pera di Fassa. Un San Cristoforo con un piccolo enigma da risolvere: datteri o gigli?
TRENTINO
Val di Fassa Campitello
Affresco – chiesa di san Filippo e GiacomoZuanbattista Costoia, frescante agordino, nel XVI secolo ha dipinto un bel san Cristoforo sulle pareti della chiesa di San Filippo e Giacomo a Campitello di Fassa. Ma che cosa ci fa una sirena fra i piedi del santo? E perché tante sirene bicaudate sono raffigurate nelle chiese medievali? Sarà un affresco della chiesa di San Giacomo a Termeno (Sankt Jacob – Tramin) a aiutarci a rispondere alla domanda, tirando in ballo un dio-lupo, un cinocefalo, un uomo che cavalca un delfino. Grazie a Paolo Vitti e a Stefano Borsi.
TRENTINO
Val di Fassa Gries di Canazei
Affresco – chiesa della Madonna della NeveIl più bel san Cristoforo della val di Fassa ci protegge dalle pareti della chiesa di Gries a Canazei. Settecentesco, sarà opera del moenese Valentino Rovisi (alunno del Tiepolo) o del siusano trapiantato a Campitello Giovanni Cudauner? Il dettaglio del borsello e della spadina ci aiuteranno a dare un’ipotetica risposta.
TRENTINO
Val di Fassa Moena
Affresco – Ciasa IschiacciaSulla parete di Ciasa Ischiazza, un affresco del 1658 di Zuane Forcellini, in cui tiene insieme santi tirolesi e veneziani e ci permette di raccontare storie e leggende.
TRENTINO Val di Fassa
Vigo
Albergo San Giovanni; pieve di San Giovanni; santuario di Santa Giuliana; chiesa di san MassimilianoVigo di Fassa è il cuore religioso della val di Fassa da più di 2500 anni. Non è un caso che vi siano ben quattro san Cristoforo: il meglio conservato è quello sulla facciata dell’Albergo san Giovanni (è stato dipinto nel 1926 da Maurizio Anes). Degli altri tre restano solo tracce, ma erano enormi san Cristoforo sui due edifici sacri più importanti della valle.
TRENTINO
Val di Fassa Penia
Affresco sulla parete esterna chiesa San Sebastiano e San RoccoA Penia, nell’ultimo paesino della Val di Fassa, San Cristoforo ci guarda dalla parete della Chiesa di San Sebastiano e san Rocco. Un bel san Cristoforo con Bambino con globo sotto le nuvole del cielo. Poi entri nella chiesa e ti accorgi che san Cristoforo non c’è più, sostituito nella protezione dalla peste da san Sebastiano e san Rocco. Perché? Oggi parliamo di san Sebastiano e della sua vita e cerchiamo di spiegare che cosa abbia san Sebastiano di più di san Cristoforo.
PIEMONTE
Vercelli
Madonna degli Aranci di Gaudenzio FerrariSan Cristoforo di Gaudenzio Ferrari è una tela d’altare chiamata la Madonna degli aranci che si trova nella chiesa di San Cristoforo a Vercelli. Era il 1529 quando Gaudenzio dipingeva questo bel san Cristoforo nella pala d’altare. Un bel giovane (nessun terribile volto…), più alto degli altri, ma non sproporzionato, barbuto, con un bastone lunghissimo. Porta sulle spalle un bambino coperto da un tessuto verde, come anche san Cristoforo. Il Bambino è in equilibrio sulla spalla del santo. A colpirmi due particolari strani relativi al bastone: la lunghezza davvero eccessiva e lo strano ricamo con cui termina il bastone.
PUGLIA
Corato
Tela nella Chiesa MatriceA Corato, nella chiesa Matrice, c’è un quadro che raffigura san Cristoforo. Ma perché, visto che il patrono di Corato è San Cataldo? E perché nel 1483 è stato abbandonato il culto di san Cristoforo in favore di quello di san Cataldo? E poi c’è un quadretto di Adam Elsheimer che ritrae san Cristoforo che attraversa il fiume, nel buio della notte. Il quadro è stato un pellegrino, come san Cristoforo: Germania, Venezia, San Pietroburgo, Londra ed infine Corato.
VENETO TrevisoAffresco nel Tempio di san Nicolò Treviso è la città di San Cristoforo. Ce ne sono almeno 18 in otto luoghi diversi! La devozione a san Cristoforo è, forse, ancora precedente: risale al periodo longobardo. I Longobardi furono davvero importanti per la diffusione e la parziale trasformazione del culto di san Cristoforo: il cinocefalo orientale diventa il traghettatore occidentale forse grazie alla mediazione degli antenati mitici dei Longobardi (cinocefali) o della figura del dio-lupo, animale guida dei Longobardi. Parlando del san Cristoforo del Tempio di san Nicolò di Treviso, ripercorriamo la storia del culto del santo nel mondo altomedievale.
MARCHE
Loreto
San Cristoforo di Lorenzo LottoNelle Marche, fin dal XIII secolo, san Cristoforo era invocato come protettore dei pellegrini (a Serravalle del Chienti, a Camerino, a Pievebovigliana; Visso e Castelsantangelo sul Nera; a Fabriano, a Matelica, a Cingoli, ad Offida). A partire dal XVI secolo, diventa il santo taumaturgo che protegge l’uomo della mala morte e dalla peste. Ci dedicheremo a due san Cristoforo dipinti da LORENZO LOTTO per la chiesa di Castelplanio presso Jesi (o ora alla Gemaelde Galerie di Berlino) e per la Sacra Casa di Loreto. Accennando brevemente al Rinascimento inquieto di cui Lotto è esponente.
CAMPANIA
Ricigliano
Benedizione degli automobilistiRicigliano, ha tutte le caratteristiche adatte alla diffusione del culto di San Cristoforo Nello stemma del paese c’è san Cristoforo, il patrono, a cui gli abitanti dedicano una delle tre processioni più importanti del paese. Perché San Cristoforo è anche patrono degli automobilisti. Ripercorriamo le tappe di questo patronato, che parte da Margherita di Savoia e passando per il quartiere Javel di Parigi, per la reliquia della spalla del santo ad Urbania, per la chiesa di Bertesina (segnalatami da Giorgio Manfrin, che ringrazio) arriva fino alla Guardian Bell della Harley Davinson.
EMILIA ROMAGNA
Cesena
Polittico di Antonio AleottiAntonio Aleotti, fra il 1495 e il 1503, dipinge una pala d’altare dedicata ai tre santi che proteggono contro la peste: San Cristoforo, san Sebastiano e san Rocco. Un bel San Cristoforo, con un Bambino con uno svolazzante mantello di colore delicato, cammina nelle acque del Savio, dove uomini e donne lavorano e si bagnano. Ma perché San Rocco è stato preferito dalla Chiesa a san Cristoforo nella protezione contro la peste? Ve lo spiego, raccontandovi la storia di san Rocco, mettendo in evidenza i suoi straordinari caratteri di modernità.
ABRUZZO
Bominaco
Affresco nell’Oratorio di san Rocco Colossale san Cristoforo nella Cappella Sistina dell’Abruzzo, splendida cappella affrescata da tre maestri benedettini nel 1263. San Cristoforo si trova di fronte a San Michele che pesa le anime. Perché san Crisoforo è, come san Michele, uno psicopompo (accompagna le anime nel mondo dei morti), nuovo Anubi e nuovo Ermes cristiano.

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San Cristoforo

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