GLI SCOMPARSI di Daniel Mendelsohn

È stata una lunga avventura accompagnare Daniel Mendelsohn, ebreo newyorkese, alla scoperta del passato della famiglia, delle circostanze della tragica scomparsa a Bolechow (nella Galizia austroungarica, poi polacca, oggi Ucraina) dello zio Schmiel, della zia Ester e delle quattro bellissime cugine, Lorka, Frydka, Ruchele, Bronia.

La ricerca è diventata un viaggio fra quattro continenti (USA, Europa, Australia, Israele) per ritrovare i dettagli e i luoghi dell’estinzione di un’intera civiltà, il mondo degli ebrei polacchi, rappresentata dalla fine di una famiglia.

La guida è costituita dalle parole di un nonno ormai scomparso e dalle pagine della Genesi, lette da Rashi e Friedman: racconti talmente attuali da dare al laico Daniel gli strumenti interpretativi del suo lungo percorso.

Ci restano 722 pagine di ricerca, domande, testimonianze, raccolta di parole, impressioni e gesti, fotografie, riflessioni su eventi singolari, ma anche sul senso della testimonianza (quando i testimoni diretti stanno per scomparire) e della memoria (da ritrovare e poi anche da lasciare alle parole di un libro, quando diventa troppo dolorosa).

… quando mi sovvenni del mio proposito di voltarmi e di darle l’ultimo sguardo, eravamo ormai troppo lontani e Bolechow era scomparsa per sempre.

Per conto mio, sarò accompagnata nella mia mente ancora da Daniel (dalla sua curiosità, dal suo bisogno di sapere), dal suo fratello fotografo Matt, dalle quattro cugine divorate dal Leviatano.

Schmiel, Ester, Lorka, Frydka, Richele, Bronia Jaeger (foto tratta dalla pagina NonSoloProust, dove è possibile trovare una bella recensione del libro)

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