Dò la pedies de Sen Nicolò

SORAPERRA KLAUS, RIZ MANUEL, PLANCHENSTEINER DANILO, Dò la pedies de Sen Nicolò. La tradizion a Cianacei. (Sulle tracce di San Nicolò. La tradizione a Canazei), 2013

Il libro si occupa di raccontare (in ladino e in italiano) la tradizione ladina di San Nicolò ancora diffusa a Canazei.

Guardane qui un’anticipazione.

piccola biblioteca fassana

San Nicolò e i Krampus al tempo del Covid: il Bene vince sul Male (sempre)

L'immagine può contenere: spazio all'aperto
Nonostante la pioggia e il COVID, San Nicolò ha visitato i bambini di Pozza. Lo hanno accompagnato un angelo e due Krampus. (grazie a Luca de Sass Zacchia per la fotografia)

Perché continuare a fare entrare i krampus nelle nostre case, quando ci accorgiamo che fanno davvero paura ai bambini? Perché spaventarli ancora: non bastano il Covid e le sue restrizioni che ci rendono tutti tristi? Non bastano, perchè a vincere è San Nicola, il santo capace di tenere a bada i krampus, il Male che è sempre presente nella storia dell’uomo anche se sotto diverse forme. Nel 2020 ne abbiamo scoperto una imprevedibile. Eppure San Nicola lo caccia dalle nostre case, lasciandoci speranzosi per un nuovo anno più sereno! Tra il Bene e il Male vince sempre il Bene: non scordiamocelo mai!

La tradizione della visita di San Nicolò in Val di Fassa

L’Istituto Ladino ha curato un bellissimo documentario (in ladino e in italiano), con filmati degli anni Settanta-Ottanta accostati ad altri molto più recenti: racconta la tradizione della visita di San Nicolò in Val di Fassa.

Abbiamo incominciato con una fotografia di oggi ed andiamo indietro nel tempo. A Pozza nel 2010 (con anche la messa del patrono, in cui grande spazio hanno i coscritti) , nel 2012 e l’anno scorso ; qualche anno fa a Canazei e a Campitello.

Un libro ci racconta la tradizione ancora viva oggi a Canazei: Dò la pedies de Sen Nicolò di Klaus Soraperra, Manuel Riz e Danilo Planchesteiner. Ecco la sua presentazione, con interessanti interviste ai bambini di ieri. Anche Genia Pegoretti ci narra una contia sulla visita di San Nicola.

In questo ricco e documentato post di AXIS Mundi, Matteo Maculotti ci parla della figura del Krampus nella tradizione alpina.

Chiudo con quanto succede il 4 dicembre a Vittorio Veneto (sì, lo so, sono fuori regione), tirar Bandòt par ciamar San Nicolò.

Santa Giuliana (di Fassa) e Sant’Antonio (di Padova) a Mazzin

Viene in Val di Fassa Zuane Forcellini, frescante agordino, nella seconda metà del Seicento. Non dimentica di essere un veneto e porta la sua tradizione pittorica ed anche devozionale, dipingendo Sant’Antonio. Intanto, però, sa di essere in Val di Fassa e allora, eccola lì, Santa Giuliana, alla destra della Madonna con il bambino!

Madonna con il Bambino, Santa Giuliana e Sant’Antonio

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

Crocefissione a Pera di Fassa

Davvero pochissimi i resti di una Crocifissione, dipinta da Zuane Forcellini a Soal-Pera di Fassa. Qualche errore nell’utilizzo della biacca, l’azione corrosiva di acqua, gelo e vento e l’apertura di una finestra in anni remoti, in cui non si capiva il valore degli affreschi, hanno irrimediabilmente compromesso questa crocifissione, di cui rimane solo la Madonna ai piedi della croce.

Cristo crocifisso con i dolenti

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

Personale-convenzionale e locale-globale a Vigo di Fassa

Madonna coronata da angeli San Giovanni Battista, Santa Giuliana a Vigo

Interessante mix di un elemento locale (Santa Giuliana, la santa protettrice della valle, con tanto di diavolo alla catena; San Giovanni, l’altro patrono) con elementi comuni alla Chiesa controriformistica (l’immagine della Madonna in trono, gli angeli a incoronarla con la corona intrecciata del rosario nelle mani) ed un tocco tipico di Zuane Forcellini (il paesaggio montano con cervi e camosci). Bellissimi i colori. Nella sua semplicità, un segno di un arte contemporaneamente personale e convenzionale.

Informazione e immagine tratte da MURA ANGELA/SALVONI ADRIANO, Zuane Forcelini: un artista agordino in Val di Fassa. Il suo
stile pittorico e le sue iscrizioni
, Mondo Ladino XVIII (1994), pp. 109-131

Donne di dolore all’ingresso della pieve

La pessima fotografa (che sarei io) non ha certamente ritratto l’affresco nella luce migliore né con l’inquadratura migliore.

Eppure l’affresco mutilo, dipinto da Zuane Forcellini intorno al 1650, non perde il suo fascino: vicino all’ingresso laterale della pieve di San Giovanni a Vigo di Fassa è raffigurata la Pietà con la Madonna addolorata, Maddalena e Giovanni Battista.

Il santo a cui è intitolata la pieve è raffigurato sulla sinistra. Nel cielo sopra il santo un angelo assiste alla scena, mentre un altro a terra raccoglie il braccio del Cristo morto. Altri angeli compongono una ricca ed elegante cornice dorata.

Al centro della scena la Madonna addolorata: nel suo cuore sono infilate le sette spade, ciascuna delle quali termina con una scena della passione di Gesù.

Pietà con Madonna addolorata (fotografia tratta da MURA ANGELA/SALVONI ADRIANO, Zuane Forcelini: un artista agordino in Val di Fassa. Il suo stile pittorico e le sue iscrizioni, Mondo Ladino XVIII (1994), pp. 109-131)

Si intravede il solito paesaggio di Zuane, con cime, cervi e camosci.

Ho lasciato per ultima la bellissima Maddalena, nella sua veste rossa e con i lunghi capelli sciolti (con cui ha asciugato i piedi di Gesù): partecipa con dolore alla sofferenza del suo Signore morto nelle braccia della madre. Zuane Forcellini ama la Maddalena, la raffigura spesso nei suoi quadri.

Oggi l’affresco è stato restaurato e sono state tolte le lapidi.

Pietà con Madonna addolorata come si presenta oggi

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

Una valle di affreschi

Pittura murale in Val di Fassa, a cura di Angela Mura, Comprensorio Ladino di Fassa, 2000

Tra le bellezze della Val di Fassa, ci sono anche le sue case e le sue chiese affrescate. Il volume è una ricognizione ampia e documentata della pittura murale della Val di Fassa, dai primissimi affreschi del XIV secolo ai lavori degli anni ’50 del XX secolo.

(N.B. L’arte degli affreschi murali non è morta in Val di Fassa, ma continua anche oggi con bellissimi risultati!)

piccola biblioteca fassana

Santi, cervi e camosci di Zuane Forcellini agordino in Val di Fassa

Zuane Forcellini è un artista agordino che ha operato nel decennio 1653-1662 anche in Val di Fassa.

Registrazione anagrafica di Zuane Forcellini nell’Archivio di Agordo, scoperta da Gabriele Bernardi

Sono gli anni dei primi contatti economici e culturali fra il Tirolo e Venezia. Il frescante veneto porta con sé le xilografie popolari dei fabbricanti di immagini cattolici, impegnati nella lotta controriformistica e cerca di venire incontro al gusto tirolese. Anche l’immaginario dei santi rappresentati si amplia e così in Val di Fassa compaiono parecchie immagini che rappresentano il Santo, quel Sant’Antonio di Padova molto amato a Venezia, oppure San Simone (molto venerato nella Valle dei Biois, a partire dalla chiesa di San Simone a Vallada), accanto ai santi più tradizionali del Tirolo (da Cristoforo a Floriano, da Giovanni Battista a Niccolò) a santi dal profilo più locale (come Santa Giuliana, patrona della valle).

In posizione centrale nei suoi affreschi, è sempre presente la Madonna, mediatrice per eccellenza.

Molto particolare, poi, è la raffigurazione del paesaggio: montagne su cui saltellano cervi e camosci, talora percorse anche da contadini.

Sei sono gli affreschi dipinti dal Forcellini in Val di Fassa, non tutti visibili o ben conservati, purtroppo.

Informazione e immagini tratte da MURA ANGELA/SALVONI ADRIANO, Zuane Forcelini: un artista agordino in Val di Fassa. Il suo
stile pittorico e le sue iscrizioni
, Mondo Ladino XVIII (1994), pp. 109-131 e da Pittura murale in Val di Fassa, a cura di Angela Mura, Comprensorio Ladino di Fassa, 2000

Santi, cervi e camosci di un agordino a Pozza di Fassa: Zuane Forcellini

Agosto 1658 : Zuane Forcellini, con il suo carico di cartoni e pennelli, arriva in Val di Fassa. È un pittore itinerante di Agordo e si mette a disposizione dei fassani che vogliono decorare le loro case, per devozione. È un momento di incontro fra la sensibilità veneta di Zuane e la popolazione tirolese.

L’8 agosto 1658 Stefen e Michele De Zulian de la Grava di Pozza di Fassa gli commissionano una crocefissione che dipinge sulla parete della casa (che ora si affaccia sula Strada delle Dolomiti). Zuane dipinge i suoi cartoni e poi li applica sullo strato fresco del muro: si guarda in giro, ogni tanto, e guarda le montagne e poi, sulla loro cima, immagina cervi e camosci saltellanti.

Anche se qualcuno ha rovinato la parte superiore del dipinto per aprire una finestra, ancora oggi possiamo godere della bellezza dell’affresco: il Crocifisso, la Madonna addolorata e la Maddalena che abbraccia i piedi di Cristo, in piedi San Michele con le bilance e Santa Giuliana. Ed eccoli lì, sulle punte delle montagne, cervi e camosci!

(informazioni e immagine tratte da un articolo di Angela Mura e di Adriano Salvioni su Mondo ladino XVIII, 1994)

Cristo crocifisso fra Santa Giuliana e la Madonna addolorata; San Michele; la Maddalena in un paesaggio montano

Zuane Forcellini, un agordino in Val di Fassa

Due aureole (o poco più)

Sono solo tracce di un San Cristoforo del XV secolo quelle che si vedono sul campanile della pieve di San Giovanni a Vigo di Fassa.

Sotto due aureole dorate si intravedono il Bambino e il santo, di cui si notano anche una parte del viso e le gambe, immerse in un corso d’acqua. Si intravede una montagna? Comunque il santo è davvero un gigante: 8 metri per 4!

Anche così stinto riuscirà a proteggerci dalla malamorte?

san Cristoforo in Val di Fassa