San Cristoforo in Val di Fassa

Molti San Cristoforo ci guardano dai muri della Val di Fassa, sulle chiese, ma anche sugli alberghi. Perché?

San Cristoforo protegge viandanti e pellegrini; è invocato contro mal d’occhi, peste e mala morte (quella che viene all’improvviso, senza neanche un secondo per chiedere perdono dei tuoi peccati); è il patrono di archibugieri, alpinisti, atleti, facchini, traghettatori, giardinieri, coltivatori di alberi da frutto, automobilisti.

Spesso San Cristoforo è raffigurato in modo molto simile all’iconografia pagana di Ercole che trasporta Eros. Ha poi qualche parentela con l’Uomo selvatico, personaggio noto agli antropologi e presente nelle leggende della Val di Fassa. Insomma, un santo paganeggiante.

Ecco perché il Concilio di Trento cercò di porre un freno al culto di questo santo, con risultati scadenti. Non piacciono ai padri tridentini quegli aspetti di religiosità popolare, sospettati di superstizione: in particolare, l’idea che lo sguardo al santo di prima mattina liberi il fedele per tutto il giorno dalla morte fulminea, protegga dalla peste e da altri eventi luttuosi.

Ecco, allora, grandi, grandissimi affreschi che raffigurano il santo in luoghi visibili a tutti, luoghi di passaggio, magari nella parte alta del paese o nella piazza principale.

In Val di Fassa se ne contano almeno una decina, da quelli secenteschi a quelli novecenteschi. sia su edifici privati (case e alberghi), sia sulle facciate delle chiese. Ce ne sono anche altri: sarebbe bello avere un elenco completo (prossimo compito delle vacanze…)

E questo per la Val di Fassa. Certo il culto non è diffuso solo in Val di Fassa, ma anche in Austria, Dalmazia e Spagna. E poi anche in altri luoghi e contesti.

Sono alla caccia di questi san Cristoforo. Ne segnalo solo due che mi sembrano molto significativi.

  • Il San Cristoforo di Maranza a Rio Pusteria letteralmente mangiato dai fedeli: frammenti del dipinto sono stati incorporati nel pane di segale per secoli a scopo curativo.
  • Il San Cristoforo graffito di street art, presso la chiesa di San Cristoforo al Naviglio di Milano; fa da pendant moderno alla statua medievale all’interno della chiesa.

Ho tratto le informazioni da:

  • Pittura murale in Val di Fassa, a cura di Angela Mura, Comprensione Ladina di Fassa, 2000
  • WINTERLE A., L’iconografia di San Cristoforo in Val di Fassa, in Mondo Ladino 15 (1991), pagg. 355-384
  • DEGASPERI F., Tra pellegrini e viandanti seguendo San Cristoforo, in Trentino 6/7/2016